
Probabilmente ognuno di noi potrebbe dare almeno una definizione di questo lavoro o di molti altri, qualcuno arricchendola anche di dettagli e approfondimenti, ma dopo aver fatto questa intervista credo di potermi schierare dalla parte di chi, invece, lo avrebbe fatto nel modo sbagliato perché poco conosce, se non superficialmente, certi mestieri e forse ha acquisito maggior consapevolezza del proprio, in tutte le sue diramazioni al femminile, solo recentemente.
Sono un editore, anzi oggi dico editora con non poche critiche di chi vicino a me lo trova un affronto alla lingua italiana. Per me è, invece, un aver compreso il grande squilibrio che c’è fra l’universo maschile e quello femminile anche nel nostro ricco vocabolario, con radici che provengono da un passato a molti e molte, moltissime sconosciuto.
Il lavoro di editora ha dietro un mondo complesso, fatto di equilibri sempre in bilico e squilibri abnormi, con le sue difficoltà legate all’essere donna, al tentare strenuamente di sopravvivere in un mercato nel quale, spesso, la legge del più forte incenerisce la qualità dei contenuti a vantaggio del dio denaro o della moda.
Vorrei che gli altri lo sapessero, ma alla fine di questa lunga chiacchierata con Carolina che da Khartoum, in Sudan, mi ha spiegato con coinvolgimento e attenzione il suo essere una OPERATRICE UMANITARIA, al di là di retoriche e di un epidemico buonismo, mi sono resa conto che IO per prima poco mi soffermo e mi interesso delle professioni altrui.
Cosa vuole dire vivere questo ruolo ed essere una donna occidentale in paesi prevalentemente mussulmani e con “governi” instabili?
I viaggi, gli spostamenti interni, i campi profughi e le persone che li popolano, il rapporto con i colleghi e la gente del posto, l’essere visti come il “white savior” e il potere che ne deriva, le situazioni di pericolo, la paura e lo stesso quotidiano sono realtà ben lontane da quello che l’immaginario collettivo molte volte si racconta.
Le riflessioni che questa ragazza chiede, ci/mi chiede con fermezza, in modo sentito, mi hanno attraversato umanamente e professionalmente.
Qual è il tuo lavoro e dove sei ora?
Cosa vuol dire essere una donna occidentale in contesti spesso di cultura e religione mussulmana?
Viaggi e spostamenti interni non sono mai così semplici. Raccontaci qualcosa.
Hai mai avuto paura?
Riflessioni importanti.
